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Nina
Piatok, 12. júla 2024
Le avanguardie
Dátum pridania: 24.06.2002 Oznámkuj: 12345
Autor referátu: Sika
 
Jazyk: Taliančina Počet slov: 837
Referát vhodný pre: Stredná odborná škola Počet A4: 3.2
Priemerná známka: 3.00 Rýchle čítanie: 5m 20s
Pomalé čítanie: 8m 0s
 

Secondo le teorie dei pittori cubisti, lo spazio è insignificante, le grandezze importanti sono solo larghezza e altezza, e non la profondità che viene rappresentata dai cubisti con alcuni segmenti obliqui per la profondità e curvi per i volumi. Le opere di Braque che abbiamo visto in occasione dell’inaugurazione della mostra “Dalla Scapigliatura al Futurismo” a Palazzo Reale sono particolarmente significative e, di queste, una di particolare interesse è la “Natura morta con asso di fiori” in cui sono presenti tutti i criteri del cubismo: in quest’opera sono rappresentati alcuni oggetti posati su un tavolo, tra i quali una mela, un grappolo d’uva e una carta da gioco e lo spazio intorno è sfuocato, frammentato. È un’opera a due dimensioni, la profondità è data da linee oblique e archi. Veramente un’opera dallo spessore artistico notevole, indicata da tutti come un vero capolavoro.
L’astrattismo nasce intorno al 1910 in diverse parti d’Europa. Nel 1912 Vasilij Kandinskij, un giovane russo trasferitosi in Germania, pubblicò “L’elemento spirituale nell’arte”, libro nel quale sosteneva che il pittore doveva smettere di ricorrere all’oggetto rappresentato come mediazione dell’espressione della propria personalità: il colore doveva essere usato come il musicista usa le note, senza alcuna preoccupazione di raffigurare altro che il proprio sentimento e il proprio Io. Era questo l’atto di nascita dell’astrattismo, una delle più rilevanti tendenze dell’arte novecentesca.
Kandinskij vuole sottolineare, nelle sue opere, il mondo dell’infanzia, cioè quello stato d’animo in cui ogni cosa appare affascinante e magica. Solo così l’artista può recuperare un rapporto immediato e vero con la natura, con il mondo. L’astrattismo di Kandinskij è, come si vede nell’opera “Piccoli piaceri”, una ricerca di sensazioni immediate, in una ricerca di sentimenti che lo avvicinano alla dimensione spirituale. L’opera in esame è dipinta solo un anno dopo la pubblicazione del libro “L’elemento spirituale nell’arte” e contiene l’idea che, in essa, il pittore “poteva lasciarsi andare e spargere alcuni piccoli divertimenti sulla tela”. Da un occhio inesperto il dipinto potrebbe essere giudicato come un insieme caotico di colori e di segni, ma è sufficiente osservare le varie tipologie di metodi di pittura utilizzati per capire la complessità e lo spessore artistico dell’opera. E ogni pennellata ricorda l’armonia di note e colori, le sensazioni proprie dell’artista, in un andamento curvilineo in cui spiccano le linee nette del paesaggio centrale.
 
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